Benvenuti!

Benvenuti! Consigliati da un amico o per caso?
Non abbiamo idea di come siate giunti qui da noi, ma questo poco importa. Ciò che conta e che ci veniate a trovare spesso e vi tratteniate il più possibile. Fate un giro tra le varie sezioni, frugate, disordinate quanto vi pare e, se vi va, collaborate con noi.
Buona permanenza!
Visualizzazione post con etichetta Non ci resta che ridere: vademecum per la donna moderna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Non ci resta che ridere: vademecum per la donna moderna. Mostra tutti i post

sabato 25 giugno 2011

E' sempre colpa dell'uomo.



Per secoli noi donne abbiamo dovuto sentirci dire una frase tremenda: “Non sai darmi un figlio maschio”.

Generazioni di donne si sono sentite colpevolizzare dai propri compagni, accusare d’inadempienza e ridurre alla stregua d’inette non in grado di raggiungere un semplice obiettivo: dare un erede di sesso maschile che potesse tramandare ai posteri il cognome dell’uomo.

Insomma, miliardi di donne hanno dovuto vivere e convivere col senso di colpa, magari partorire mezza dozzina di bambini fino al sospirato erede.
Questo perché i loro compagni, senza mezzi termini, scaricavano la responsabilità del sesso del nascituro su di loro.

Ebbene, mie care amiche, ho una notiziona per voi. 

Ogni individuo viene programmato dalla natura come femmina e per ben sei settimane i feti sono tutti di sesso femminile. Poi, alla settima settimana, accade il fattaccio. Entra in azione un gene che determina il sesso del nascituro e UDITE! UDITE! questo gene si trova nel corredo genetico del maschio.

Dunque, poiché i cromosomi che determinano il sesso sono due (XX per la donna e XY per l’uomo) e poiché ogni genitore regalerà il 50% del corredo, potrà accadere che:
a) la donna dia X e l’uomo X = XX, cioè una femminuccia.
b) la donna dia X e l’uomo Y = XY, cioè un maschietto.

Insomma, la donna può dare solo X ma l’uomo può dare X oppure Y. Dunque la colpa (se mai ce n’è stata una) del sesso del nascituro è esclusivamente del MASCHIO!

Ed è solo una di una lunga serie.


giovedì 23 giugno 2011

L'uomo e il suo giocattolo.


L’affermazione che tutti gli uomini siano dei bambini non si basa su preconcetti sessisti o su un luogo comune, ma su fatti dimostrabili alla stregua del Teorema di Pitagora.

Donne, è inutile illuderci: quell’essere al quale abbia dedicato gli anni migliori della nostra vita, al quale stiriamo le camicie anche con quaranta gradi all’ombra, che amiamo con la segreta speranza di trasformarlo in qualcosa di lontanamente accettabile, ha solo finto di essere una persona matura, nascondendo vigliaccamente un'unica assodata verità: non ha nessuna intenzione di crescere.
  
Vogliamo parlare di quando il nostro uomo si compra un cellulare nuovo?
La donna, affinché sostituisca il proprio cellulare, deve aver fatto cadere incidentalmente l’oggetto in questione nel brodo di pollo oppure deve averlo smarrito da qualche parte. Non che la cosa possa sconvolgerla più di tanto, infatti si recherà nel negozio più vicino per comprare un modello recente ma non all’avanguardia. Insomma, un telefono deve essenzialmente consentirci di telefonare.

L’uomo, no. Se il suo miglior amico ha comprato l’ultimo modello in fatto di elettronica, improvvisamente lo sentiremo lamentarsi che il proprio cellulare è diventato inutilizzabile, superato, che non gli consente di scaricare nonsoquale programma da nonsoquale sito con nonsoquale funzione. 
Rimarrà una settimana chiedendoci cosa ne pensiamo in merito alla possibilità di sostituirlo, anche se non gliene frega assolutamente niente del nostro parere. In realtà lui ha già deciso da tempo, però vuole farci credere che la nostra opinione lo interessa e sarà determinate nella decisone.

Quando finalmente avrà il suo nuovo giocattolo, trascorrerà i successivi sette giorni col manuale delle istruzioni in mano per capire a fondo il funzionamento di quel ritrovato della scienza e della tecnica. E noi non esisteremo.

E che farà mai con quel nuovo cellulare? Probabilmente tutto fuorché telefonare.